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IL CICLOPE di Euripide

Con lo sfondo della Fortezza Aragonese di Le Castella, il 31 agosto, sono andati in scena Mimmo Calopresti, Antonino Iuorio e Francesco Siciliano

Il testo messo in scena in chiusura della settimana teatrale "Un Castello di Voci" organizzato e realizzato dalla Pro Loco Le Castella e dalla Gea Cultour Soc. Coop. col patrocinato della Regione Calabria, è stato tradotto e adattato da Enzo Siciliano, ex Direttore Rai nonché scrittore, critico letterario e drammaturgo italiano, nato a Roma da genitori calabresi, che ha collaborato con alcuni grandi protagonisti della cultura del Novecento: Giacomo Debenedetti, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini. 
Questa versione di Euripide fu scritta e adattata proprio per Mimmo Calopresti, Antonino Iuorio e Francesco Siciliano che proprio a Le Castella debuttarono nel 2003.

Il Ciclope di Euripide è l’unico dramma satiresco arrivato integro fino a noi. Attraverso la sua lettura noi comprendiamo l’intera conoscenza di un genere, o meglio, ci affidiamo alla sua lettura per immaginarne i confini. Serviva per alleggerire il clima di sofferenza e introspezione generato dalla tragedia; affidava la sua comicità al corpo, alla lingua, allo sberleffo. La vicenda del Ciclope narra l’incontro fra Ulisse di ritorno dalla guerra di Troia e Polifemo terribile e brutale Ciclope mangiatore di uomini. È una storia arcinota dove l’astuzia ha la meglio sulla forza bruta. Ma ci sono altri elementi dionisiaci a creare una vera struttura in cui proprio la definizione di dramma satiresco trova sua perfetta collocazione: il fuoco, e soprattutto il vino, che come vero e proprio Deus ex machina cambia il destino della storia.

Enzo Siciliano nel tradurre ed adattare il testo oltre a tutto questo rese protagonista una lingua inventata e continuamente contaminata, che insegue se stessa in un viaggio che è il ritorno a casa di Ulisse; un divenire semantico che è la nostra salvezza, che in altre parole potremmo definire come modernità.

Lo scrittore aveva un sentimento forte per la Calabria, terra di origine della sua famiglia, e in particolar modo con il borgo di Le Castella. Nel 1964 quando Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del film "Il Vangelo Secondo Matteo" volle come come interpreti dei 12 apostoli alcuni intellettuali a lui. Enzo Siciliano interpretò Simone, come Alfonso Gatto fu Andrea, Natalia Ginzburg vestì i panni di Maria di Betania, mentre Alfonso Leonetti fu Erode Antipa, Rodolfo Wilcock diventò Caifa. Per questo come prima lettura de "Il Ciclope", Enzo scelse Le Castella nel 2003.

E per questi motivi che il Presidente della Pro Loco Le Castella, Dott. Sergio Arena, nel salutare il pubblico, si è detto d'accordo con la proposta di Mimmo calopresti per l'istituzione di un premio teatrale intitolato a Enzo Siciliano.
Ai saluti è intervenuta la Sottosegrataria alla Cultura e ai Beni Culturali Dorina Bianchi che ha ricordato come per la prima volta il Governo abbia recentemente aumentato dopo molti anni la donazione del Fus- Fondo unico per lo spettacolo, con l'inserimento per la prima volta del Jazz. Notizia importante per la Calabria visto che una della maggiori rassegna nazionali e internazionali del Jazz avviene a Roccella.

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Ultimo aggiornamento: 01/01/1970 00:00:00