Isola di Capo Rizzuto e dintorni


ISOLA DI CAPO RIZZUTO

Fu fondata da un popolo proveniente dall'Africa del nord i Japigi (popolo proveniente dai luoghi dove poi fu eretta Cartagine) che si stabilirono tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo (1200a.c.). Questo popolo diede il proprio nome ai promontori che si bagnano nel mare antistante e che anticamente erano riconosciuti come "Promontorium Japigium", gli odierni Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella. I japigi furono poi scacciati da un altro popolo antico, i Coni (originari dell'Epiro nella penisola balcanica) e si trasferirono nella vicina Puglia.

Isola Capo Rizzuto porta questo nome pur non essendo circondata dal mare e trovandosi anzi a 4 km da esso. Il nome "Isola" compare in alcuni documenti del 900 d.c. circa, quando Leone VI il filosofo (886-911) pubblicò la "Nea tattica" o "Diatyposi" che riportava l'ordinamento delle chiese di rito greco ortodosso in Calabria, e tra questa è citata "ò ton Aésulon", l'odierna Isola. Alcuni pensano che questo nome nasce dalla volgarizzazione del latino Asyla (luogo sicuro) nome che venne dato alla città quando gli abitanti si trasferiscono dalla costa all'interno del territorio per meglio difendersi dalle incursioni dei pirati turchi che infestavano la zona. Più prosaicamente altri fanno risalire il nome alle costruzioni rurali romane che caratterizzavano le campagne e che erano dette "Insule", cioè costruzioni isolate che servivano da case e da magazzini per i prodotti dei campi e che erano il centro della vita contadina.

La storia locale si intreccia continuamente con la leggenda, la più antica vuole che a fondare la città sia stata Astiochena, sorella di Priamo, scampata alla distruzione di Troia ed approdata in questi luoghi insieme al padre ed alle due sorelle. Con la colonizzazione greca ebbe origine in queste zone il fortunato periodo storico, detto della Magna Grecia, che vide gli antichi abitanti di Isola subordinati alle vicende della più giovane città di Crotone (708-709 a.c.) che diventò uno dei poli principali della cultura e dell'economia del tempo.

Isola Capo Rizzuto, nel medioevo, diventando importante centro della diffusione della religione cattolica nell'Italia del sud divenne sede vescovile, fino al 1818. In questo periodo costruirono molte chiese e monasteri, dando vita al poderoso sistema difensivo che era formato da importanti costruzioni quali il castello dei Ricca e le mura di cinta del borgo vecchio ad Isola di Capo Rizzuto, il Castello Aragonese di Le Castella, le numerose torri costiere di avvistamento e di difesa.

Gli abitanti di Isola parteciparono attivamente alle vicende storiche del Medioevo subendo molte perdite di vite umane e distruzioni ad opera di pirati turchi e saraceni ma anche degli aragonesi (rivolta del Centelles - 1459) che a lungo dominarono questi luoghi e che spesso punivano le popolazioni locali per la loro dichiarata adesione a questo o a quel partito belligerante nel corso delle numerose guerricciole locali. Successivamente nel Risorgimento in molti aderirono ai moti politici che portarono all'unità d'Italia, compresa la campagna Garibaldina, ed infine parteciparono attivamente alle due guerre mondiali subendo spesso i bombardamenti aerei per la vicinanza del locale aeroporto.

Monumenti:

  • Il centro storico sembra opera di architetti rinascimentali per la simmetria dell'abitato e della mura.
  • Antica cattedrale cinquecentesca costruita su un monastero normanno, con la facciata barocca, che risente degli influssi spagnoli. All?interno pala d?altare dove è ubicata la Madonna Greca (Vergine Elusa Aristerucratusa).
  • Porta Magna o di terra del borgo medioevale, sormontata da una torretta con orologio di epoca posteriore recante lo stemma della famiglia Ricca.
  • Chiesetta di San Marco, costruita nel 1549 dal feudatario Antonio Troylo Ricca. Portale in arenaria locale lavorato a bassorilievo con motivi ornamentali agresti e puntini.

Il territorio è molto esteso e comprende le località di Le Castella, Capo Rizzuto, Marinella e Cannella. Nel comprensorio comunale ricade anche l'Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, una tra le aree protette più suggestive ed estese sul mare Mediterraneo.

CAPO RIZZUTO

Capo Rizzuto è una zona unica e affascinante per la particolare morfologia delle sue coste e per la sua natura mediterranea che da origine a paesaggi tra loro variegati.L'intera costa alterna tratti rocciosi a distese di sabbia fine, sabbia di origine fossile e calcarea che cambia colore (dal rosso-arancio al giallastro) in base alla percentuale di uno e dell'altro elemento. Il fondale marino è bassissimo ed anche protetto dalla Riserva Marina, per l'unicità della sua fauna e per la presenza di antichi resti archeologici.

MONUMENTI:

Torre vecchia:Sulla costa sorge la "Torre Vecchia", una torre cilindrica, con massiccia cordonatura a conci lapidei, eretta nel sec. XVI a guardia della costa contro le incursioni barbariche dei Turchi. La torre era custodita da un caporale e da un milite, che avevano il compito di vigilare giorno e notte e segnalare la presenza di navi sospette con particolari segnali: fumo durante il giorno e falò la notte. L'accesso all'iinterno della torre avveniva mediante un rustico ponte elevatoio in legno.

Santuario:Il Santuario della Madonna Greca è dedicato alla Protettrice di Isola di Capo Rizzuto. Semplice e maestoso, è di nuova costruzione: la posa della prima pietra è datata infatti 1991. La superficie del Santuario è di circa 800 m2 e si arricchisce di altri 200 m2 di balconate. Di pianta centrale, la navata non mostra bracci trasversali ma è unitaria per consentire al parroco e ai fedeli di vedersi senza alcun impedimento come colonne e pilastri. Interessante è il moderno rosone situato sulla facciata della chiesa che rappresenta la Madonna Greca in vetri policromi. Altra opera particolare si trova detro l'altare e narra la storia del ritrovamento del quadro. Tutte le opere presenti nella chiesa sono state realizzate con materiali poveri come pietra arenaria, pietra di Trani e altri materiali.
Icona della Madonna Greca:Patrona di Isola di Capo Rizzuto, è la più antica delle madonne bizantine venerate in Calabria.Una pia leggenda molta diffusa tra il popolo narra che l'effigie della Beata Vergine provenga dall'Oriente e che sia approdata miracolosamente presso l'insenatura di Capo Rizzuto e ritrovata da un pastore. Questo pastore, di cui la tradizione non menziona il nome, mentre guidava il suo gregge al pascolo, lungo la battigia dell'azzurro mare avrebbe visto una tavola "ondeggiante e luccicante sulla superficie delle acque, che si spingeva lievemente verso il lido".Si narra, più precisamente, che provenga dalla Grecia, da qui il nome Madonna Greca. 




Ultimo aggiornamento: 10/07/2018 23:02:00